La strada degli Outlet

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La strada degli Outlet

 

Così veniva chiamata la strada Trossi qualche tempo fa, quando effettivamente i capannoni ai suoi lati riportavano le insegne di vari marchi, biellesi e non, che insieme formavano una sorta di centro commerciale naturale.

Dopo di che sono nati i veri Outlet center, come il Serravalle designer outlet o, ancora più vicino a noi, The Style Outlet di Vicolungo, dove si può tranquillamente passeggiare senza il pericolo di essere investiti dalle auto, e passare da un negozio all’altro nell’arco di pochi metri, senza dover risalire in macchina.

Così piano piano la strada degli outlet ha perso importanza, i clienti sono diminuiti e i venditori se ne sono andati, lasciando la desolazione di capannoni vuoti che tutti possiamo vedere, e la situazione sarebbe ancora peggiore se alcuni di questi non fossero stati occupati (purtroppo) da concessionarie di automobili.

Per giunta, data la crisi, la prospettiva di vedere occupate entro breve tempo tali superfici commerciali risulta alquanto illusoria.

Dall’altro lato dobbiamo rilevare che nel biellese sono ancora attivi molti centri vendita aziendali, che in quanto tali, sono presso le sedi delle aziende, disseminati tra Biella e tutte le valli di cui il biellese è composto.

Inoltre, salvo alcune eccezioni, questi sono produttori che tipicamente non sono presenti nei grandi Outlet center, nel qual caso potrebbero considerare il proprio centro vendita solo il tassello residuale di una strategia commerciale che si sviluppa altrove, invece spesso è l’unico outlet che utilizzano.

Ora, per tanti che possano essere i clienti che, apprezzandone la qualità, partono appositamente magari da Milano o da Torino per raggiungere Trivero, piuttosto che Strona, Sagliano, piuttosto che Mongrando, Pollone, Borriana, e via dicendo, non pensate che potrebbero essere molti di più se questi centri vendita fossero concentrati in uno spazio relativamente limitato e più facilmente accessibile?

L’obiezione che tipicamente viene sollevata alla proposta di trasferire il proprio centro vendita è che l’affitto delle sedi, per esempio sulla Trossi, è caro (è vero che sarebbe un costo aggiuntivo) e non verrebbe ripagato dalle vendite (questo è da dimostrare).

A questo punto ci chiediamo: sarebbe possibile conciliare le esigenze dei proprietari di capannoni e dei titolari delle aziende, ed ottenere benefici per entrambi? A nostro avviso sì, collaborando.

Ovviamente non pensiamo che si possa fare concorrenza agli outlet center di cui sopra, tuttavia riteniamo che la costituzione di un consorzio tra i proprietari degli edifici commerciali sulla Trossi e le insegne commerciali che lì vorranno stabilirsi, potrebbe portare nuovo splendore alla strada degli outlet.

Da chi dovrebbe essere composto il consorzio?

Nel dettaglio, la possibilità di aderire al consorzio dovrebbe essere estesa a tutti i proprietari degli immobili commerciali prospicenti la strada Trossi, tra la rotonda di C.so S. Maurizio, da un lato, e il semaforo di Verrone, dall’altro (includendo quindi anche il centro commerciale Gli Orsi, a cui andrebbero però riservate condizioni particolari).

Ovviamente non tutti vorranno partecipare, in particolare coloro che attualmente hanno il proprio edificio locato, probabilmente penseranno di non trarre beneficio dalla partecipazione.

A questo proposito si potrebbe pensare ad una forma di disincentivazione ad una adesione successiva (effettuata solo a seguito di perdita della locazione), stabilendo che le adesioni successive dovranno contribuire con il doppio della tariffa stabilita per i partecipanti iniziali.

Se, per esempio, si stabilisse che i partecipanti contribuiscono al mantenimento del consorzio versando 1 Euro/m2/anno, le adesioni successive dovranno contribuire con 2 Euro/m2/anno.

Dal contributo dovrebbero essere escluse le superfici non locate, i cui proprietari dovrebbero invece fornire la disponibilità a concederle in comodato gratuito per almeno sei mesi a nuovi locatari. (del resto non pare che la prospettiva di riuscire a locarle nei prossimi sei mesi sia così concreta)

Al consorzio dovrebbero inoltre essere invitati a partecipare anche gli attuali locatari delle unità immobiliari di cui sopra poiché le azioni del consorzio porteranno benefici anche a loro, nonché tutti i centri vendita aziendali che vorranno trasferirvisi.

Quale funzione dovrebbe avere? Gli Scopi del consorzio sono diversi:

Inizialmente quello di promuovere l’occupazione di tutti gli spazi consorziati, anche offrendo alle aziende che volessero insediarvisi il comodato gratuito di almeno 6 mesi di cui sopra, intermediando le esigenze degli inquilini con le caratteristiche degli immobili ( in base alle adesioni e ai fondi raccolti si potrebbe pensare di remunerare parzialmente la proprietà durante questo periodo).

Quindi, quello di promuovere l’attrattività del centro commerciale naturale che si verrebbe a creare, tramite la pubblicità, radiofonica, piuttosto che con affissioni, o via web, e creando degli eventi.

Infine, nel momento in cui quasi tutti gli spazi fossero occupati, potrebbe avere una funzione mutualistica verso la proprietà che dovesse vedersi disdetto il contratto di locazione da parte del locatario, versando alla proprietà il corrispettivo dell’affitto per un determinato numero di mesi, se non locato, e verso i locatari a cui venisse disdetto il contratto dal prorietario, provvedendo ad una ricollocazione.

Inoltre, di concerto con le amministrazioni, dovrebbe istituire un bus navetta, in funzione il sabato e la domenica, che permetta ai clienti di lasciare le auto nel parcheggio della piazza di Verrone, piuttosto che in quello della stazione di Biella, o del centro commerciale Gli Orsi, ed effettuare fermate in corrispondenza dei negozi consorziati.

In un secondo tempo, sempre di concerto con le amministrazioni locali, si potrebbe pensare di realizzare apposite piazzole di fermata a lato della strada, per non intralciare il resto del traffico.

In questo modo le aziende che volessero trasferire il proprio outlet nella Trossi dovrebbero affrontare solo il costo del trasloco, ed eventualmente di un addetto/a per il weekend (bisogna entrare nell’ottica che la maggior parte delle vendite avverrebbe nel weekend e non a tempo perso durante le ore di produzione), e dopo sei mesi potrebbero decidere se l’aumento di introiti che ne è derivato permetta di sostenere le spese.

L’unico requisito affinché una cosa del genere funzioni, a nostro avviso, è che molte aziende decidano di percorrere questa via nello stesso momento, creando così il centro commerciale naturale di cui si diceva sopra, perché altrimenti non si genererà un richiamo sufficiente.

Capirete che buona parte delle persone in arrivo, visiteranno anche il centro commerciale Gli Orsi, e i negozi già presenti, per questo anche a loro potrebbe convenire la partecipazione al consorzio.

Allo stesso tempo un discreto afflusso dall’esterno potrebbe permettere di portare sulla Trossi anche insegne attualmente non presenti nel Biellese perché lo considerano un mercato troppo ristretto.

Se l’idea riscuoterà consenso, Fattivamente, in quanto parte terza rispetto agli attori coinvolti, si potrebbe rendere disponibile a partecipare allo sviluppo della stessa.

In ogni caso sollecitiamo i commenti delle persone che potrebbero essere interessate

 

 

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